Zuckerberg al Congresso – perché ora Facebook dovrà cambiarelettura 5 minuti

Di Nicolantonio

Facebook paga per tutti ma soprattutto parla per tutti. Mark Zuckerberg al Congresso parla, ma sotto continuo assedio.

Mark Zuckerberg al Congresso parla, e lo fa cercando di parare i colpi che arrivano puntuali dai vari membri che al Congresso sottopongono le loro domande, senza esclusione di colpi.

Quali saranno i trend 2019, cosa cambierà nel mondo digitale?  Amazon, Twitter, Instagram e soprattutto Google ascoltano e prendono appunti perché oggi, 10 aprile 2018 la Storia, nel bene e nel male la sta scrivendo Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, per lo scandalo scoppiato a causa dei Dati venduti da Cambridge Analytica che, alla luce dei recenti scandali, si dice che abbiano aiutato The Donald a vincere le elezioni Statunitensi e ai sostenitori della Brexit di vincere le elezioni.

  • Il Congresso traccia la linea, Zuckerberg ne prende atto, a modo suo.

“Mentre Facebook e’ cresciuto, le persone di tutto il mondo hanno ottenuto un nuovo potente strumento per rimanere in contatto con le persone che amano, far sentire la propria voce e costruire nuove comunita’. Proprio di recente, abbiamo visto il movimento #Metoo e#Marchforourlives, organizzata, almeno in parte, su Facebook” e poi, in una malcelata difficoltà emotiva cercava ancora di mostrare quanto di buono il Social Network più famoso del mondo sia riusciuto a fare grazie al TAM TAM solidarietà “Dopo l’uragano Harvey, la gente ha raccolto oltre 20 milioni di dollari di aiuti. E oltre 70 milioni di piccole imprese ora usano Facebook per crescere e creare posti di lavoro”.

  • Fiducia, libertà di espressione, sicurezza, trasparenza e Privacy.

Queste sembrano essere le parole chiave ed i punti fondamentali di tutte le domande che vengono fatte al CEO di Facebook, Mark Zuckerberg al Congresso

Ma fino a quale punto la Libertà di Espressione può convivere con la trasparenza e la Privacy?

Fino a quale punto la Sicurezza può convivere con la Trasparenza?

Come si possono pubblicare articoli e video di indignazione contro le stragi in Yemen, Siria e Myanmar senza rischiare la censura per contenuti violenti?

Come si potrà indignarsi contro caccia, guerra, aborto, violenza sulle donne se la I.A. di Facebook riconoscerà quei contenuti come violenti e non conformi?

E proprio su questo punto il Senatore Chris Coons: “Alla fine della giornata, le policies di Facebook non valgono la carta su cui sono scritte se Facebook non le segue” perché non è sempre facile soddisfare tutti i punti e tutti i principi, per quanto lodevoli, quando si vogliono soddisfare le esigenze di 2 miliardi di utenti, fornendo un Social di questa dimensione, con tutte le sue potenzialità.

L’affondo finale della Senatrice Deb Fischer fa meglio comprendere la potenza dei Social e di quanto gli utenti siano potenzialmente in pericolo ma soprattutto di quanto questa società così moderna ed evoluta, sia in realtà una versione più lucida di quella che senza andare indietro di 300 anni  veniva manipolata con metodi molto più rudimentali.

  • Controllo completo dei propri contenuti.

La Fischer chiede: “Facebook è sicuro? Lei si sente al sicuro?”
Zuckerberg spiega che Facebook è un Social sicuro, ed è dimostrato dal fatto che sia lui che la sua famiglia lo usano sempre.
Lo dichiara senza ricordare al Congresso che una nota, la scorsa settimana del portale TechCrunch ha rivelato che Facebook:
“aveva creato strumenti speciali per migliorare la privacy di Zuckerberg e altri dirigenti che non erano stati resi disponibili agli utenti regolari.”
  • Cosa cambierà?

L’avvocato e senatrice Amy Klobuchar chiede a Mark cosa cambierà dopo questi scandali. La risposta è rapida ma sempre condita di preoccupazione.

  1. Verrà data la possibilità di verificare tutte le campagne pubblicitarie sponsorizzate dalle Pagine Facebook, per mezzo di un apposito tasto di visualizzazione.
  2. Le pagine che si occupano di politica dovranno e potranno essere gestite solo da utenti identificati per mezzo di trasmissione di documentazione di identità.

“Entro quanto?” chiede l’Avvocato Amy Klobuchar

“Entro giugno!” risponde Mark Zuckerberg

“Lo garantisce?” chiede incalzante lei. “Sì!” risponde lui

  • In Sintesi

  1. La guerra alle Fake News è partita;
  2. La guerra alla sicurezza è iniziata con il dispiegamento sul campo oggi di 15.000 persone destinate alla sicurezza ed alla revisione dei contenuti, le quali entro la fine del 2018 diventeranno 18.000;
  3. Ma presto sicuramente qualcosa dovrà pur cambiare sulla gestione e l’utilizzo dei Cookies, sui diritti e le proprietà dei dati sensibili che quotidianamente, in ogni istante della nostra vita online vengono carpiti ed utilizzati per studiare il nostro comportamento sulla rete, testare i nostri gusti e perché no, anche indirizzarli nella direzione più conveniente per il mercato. Non solo su Facebook, questo intervento segna un nuovo punto di partenza per tutti i grandi attori del web.

La chiusura del nostro articolo è di fatto l’apertura della conferenza davanti alle due commissioni congiunte del Senato. Mark Zuckerberg fa un “Mea Culpa” molto stretto tra i denti, dichiarando:

“Non abbiamo fatto abbastanza per impedire che questi strumenti vengano utilizzati in modo dannoso. Non abbiamo affrontato in modo sufficiente le nostre responsabilità ed e’ stato un grosso errore. E’ stato un mio errore e mi dispiace. Non basta connettere le persone e dar loro voce: bisogna garantire verità e sicurezza. Facebook e’ un’azienda idealista e ottimista. Per gran parte della nostra esistenza ci siamo concentrati su tutto il bene che le persone in grado di comunicare possono portare”

Entra qui se vuoi sapere se le tue informazioni sono state condivise con Cambridge Analytica!

Scarica questo articolo in pdf