Instagram e la crisi degli Influencer targata Zuckerberglettura 5 minuti

Di Nicolantonio
Instagram e la crisi degli Influencer targata Zuckerberg

Instagram e la crisi degli Influencer targata Zuckerberg

Instagram è il più importante Social Network fotografico, seguito per numero di utenti da Pinterest e Flickr

Per intenderci, per comprendere la portata degli utenti di cui parliamo, Instagram gestisce il mercato degli utenti “fotografi” con oltre 800 milioni di utenti attivi al mese con un trend per il 2019 in continua ascesa, nonostante i contraccolpi dello scandalo Cambridge Analytica

Pinterest segue con poco più di 210 milioni utenti attivi al mese seguito a sua volta da Flickr e Tumblr.

Sul podio di Instagram, per numero di Follower abbiamo:

  1. Instagram con – 234 milioni;
  2. Serena Gomez – 136 milioni;
  3. Cristiano Ronaldo – 124 milioni;
  4. Ariana Grande – 118 milioni;
  5. Beyoncé – 114 milioni;
  6. Kim Kardashian – 110 milioni;
  7. Taylor Swift – 107 milioni;
  8. Kylie Jenner – 107 milioni;
  9. Dweyne Johnson – 103 milioni;
  10. Justin Bieber – 99 milioni;

L’italianissima Ferragni ha 12,6 milioni di follower seguita a ruota da Gianluca Vacchi con 11,4 milioni.

Un mercato, quello degli influencer su Instagram che vale Miliardi di dollari.

Instagram e il cambiamento promesso da Zuckerberg

Dopo il lunghissimo incontro tra Mark Zuckerberg ed il Congresso degli Stati Uniti, cambiano le regole di ingaggio per Instagram, in attesa che grandi e visibili o anche invisibili cambiamenti arrivino a sconvolgere anche la piattaforma più famosa del pianeta: Facebook

E se l’algoritmo di Instagram stava facendo impazzire un poco tutti, possiamo sostenere senza ombra di dubbio che il cambiamento in questo caso colpirà in maniera bidirezionale Influencer, Sponsorizzazioni, lo stesso Instagram oltre alle centinaia di aziende che gestiscono i nostri dati per scopi statistici.

Le aziende che vendono i propri prodotti su Instagram non potranno più utilizzare i like sui post degli Influencer per inviare agli utenti registrati (su Instagram) una mail con le informazioni sui prodotti associati. I Native Advertising non potranno più utilizzare le nostre interazioni con i grandi Influencer per bombardarci di pubblicità mirate.

Sarà un po come sentirci un poco meno spiati ma allo stesso tempo ci verrà a mancare quella “strana” premonizione da parte dei Social circa le nostre preferenze.

La volontà è quella di proteggere la Privacy dei propri utenti, proprio come promesso da Mark Zuckerber al Congresso. Con una nuova nota Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook, comunica che:

“Due settimane fa abbiamo promesso di dare un’occhiata alle informazioni che le app possono utilizzare quando le colleghi a Facebook e altre pratiche di dati. Oggi desideriamo aggiornarti sulle modifiche che stiamo apportando per proteggere al meglio le tue informazioni di Facebook.”

la nota stampa che puoi leggere “Un aggiornamento sui nostri piani per limitare l’accesso ai dati su Facebook” limita ora al meglio lo scambio di dati con terze parti, Facebook compresa.

Sostanzialmente le terze parti non potranno più accedere alle liste dei nostri follower, alle nostre informazioni sulle relazioni tra follower e consultare quali post hanno conquistato il like degli utenti.

Inoltre, le società che si occupano di Analisi (come Cambridge Analytica) i quali hanno lo scopo di fornire dati demografici e statistici dei vari follower, non avranno più accesso ai dati di Instagram e sarà eseguita una vera e proprie caccia ai Bot utilizzati spesso per seguire gli account ed i post di Instagram, gonfiare con un miserabile sistema di like/Unlike il proprio parco follower, rispondere al nostro posto ai commenti oltre a bombardare la piattaforma Instagram, utilizzando il sistema di “Like this #Hashtag” e bombardando i malcapitati con like e commenti spesso anche incongruenti con il contenuto ed il testo della fotografia.

Instagram comunque promette che ci saranno altri cambiamenti e tra questi cambiamenti ci sarà la pubblicazione di una API di Instagram Graph, progettata per i profili aziendali, comprese le metriche relative alle prestazioni dei contenuti e la moderazione dei commenti.

L’annuncio apparso su Instagram

Su Instagram infatti ora appare questo annuncio:

Per migliorare continuamente la privacy e la sicurezza degli utenti di Instagram, stiamo accelerando lo sviluppo della piattaforma API di Instagram, rendendo immediatamente effettive le seguenti modifiche.

Comprendiamo che ciò potrebbe influire sulla tua attività o sui tuoi servizi e apprezziamo il tuo supporto nel mantenere la nostra piattaforma sicura.

Queste funzionalità verranno disattivate immediatamente (precedentemente impostato per il 31 luglio 2018 o l’11 dicembre 2018). Quanto segue sarà annullato secondo la linea temporale che abbiamo condiviso in precedenza:

Contenuto pubblico – tutte le restanti capacità di leggere i media pubblici per conto di un utente l’11 dicembre 2018

Di base: per leggere le informazioni del profilo dell’utente e i file multimediali all’inizio del 2020 Per riferimento, informazioni sulla nuova API di Instagram Graph.


Ma cosa è una API?

Con Application Programming Interface (API, in italiano interfaccia di programmazione di un’applicazione), si indicano gli insiemi delle procedure disponibili per un programmatore formate da un set di strumenti specifici per l’espletamento di un determinato compito all’interno di un certo programma.

Conclusioni

Pare che lo scandalo Cambridge Analytica abbia colpito solamente Facebook e le società satellite dell’impero Zuckerberg.

Nella realtà dei fatti lo scandalo ha colpito tutte le società che vengono i dati dei propri utenti, proprio come sottolineato da Mark durante l’incontro fiume al Congresso.

I riflettori puntati su Facebook e Instagram, da una parte mettono l’Impero di Mark in cattiva luce, quotidianamente additati come i cattivi oppositori della Privacy.

Dall’altra, vista la prontezza di reazione del Team, la stessa lente di ingrandimento sta portando l’azienda Californiana a rimettersi rapidamente in pista rendendola sempre più forte agli occhi degli utenti, grazie appunto ai continui e rapidi cambiamenti (seguiti da immediati lanci e proclami stampa), ripulendosi dalle migliaia di voci che speravano che Mark e la sua Arca affondassero sostenendo il tutto con la famosa campagna, ancora in corso, #DeleteFacebook!